L’Assemblea Generale degli astronomi vorrebbe rendere giustizia a George Lemaitre equiparandolo a Edwin Hubble per le sue scoperte e omaggiare la sua “integrità e modestia intellettuale” raccomandando che d’ora in poi la legge sull’espansione dell’universo sia chiamata “Hubble-Lamaitre”. Lemaitre era un sacerdote convinto che scienza e fede non fossero separate.

A Vienna è in corso in questi giorni e si concluderà il 30 agosto, la XXX Assemblea Generale dell’IAU, l’Unione Astronomica Internazionale. Come nelle altre occasioni l’Assemblea Generale dovrà votare su cinque risoluzioni preparate dal Comitato predisposto. Tra queste, la quinta (Risoluzione B4), riguarda la possibilità di rinominare la Legge di Hubble, “una delle pietre miliari dell’astronomia degli ultimi cento anni e pilastro fondamentale della moderna Cosmologia”.

Rinominarla come? Aggiungendo al nome di Edwin Hubblle quello di George Lemaitre, il sacerdote belga, uno “scienziato in tonaca” che nel 1927 pubblicò, in francese, un articolo intitolato: “Un Univers homogène de masse constante et de rayon croissant rendant compte de la vitesse radiale des nébuleuses extra-galactiques” dove, per primo, dimostra l’espansione dell’universo. Ma la rivista sulla quale vengono pubblicati i suoi dati non ha una particolare diffusione e la lingua francese non incontra l’attenzione della comunità dei cosmologi. Nel 1928 Hubble e Lemaitre si incontrano durante la III Assemblea Generale dell’IAU confrontandosi sui rispettivi studi e nel 1931 Hubble pubblica i suoi studi sull’espansione dell’universo conosciuti come “Legge di Hubble”. Nello stesso anno Lemaitre traduce in inglese il suo lavoro, su invito di un altro grande scienziato, l’inglese Arthur Eddington suo maestro, omettendo volontariamente la parte relativa all’espansione dell’universo, forse non ritenendola più importante dopo la pubblicazione dei dati di Hubble.

L’Assemblea Generale vuole pertanto rendere giustizia a George Lemaitreequiparandolo a Edwin Hubble per le sue scoperte e, al tempo stesso, rendere omaggio alla sua “integrità e modestia intellettuale” raccomandando che da ora in poi la legge sull’espansione dell’universo sia chiamata “Hubble-Lamaitre”. Un importante riconoscimento che speriamo la comunità scientifica voglia approvare e che farebbe giustizia di anni di dimenticanza anche se, la comunità internazionale aveva già riconosciuto le sue qualità di scienziato: nel 2014 ad un ATV (Automated Transfer Vehicle) lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea fu dato il suo nome accanto a quelli di Einstein, Amaldi, Verne e Keplero.

George Edward Lemaitre nasce a Charleroi il 17 luglio 1894 si iscrive a ingegneria e dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale passa alla facoltà di matematica. Dopo la laurea entra in seminario e viene ordinato sacerdote il 22 settembre 1923. Nel frattempo aveva già pubblicato il suo primo lavoro sulla fisica di Einstein e prende forma la sua prima idea di «atomo primitivo» che avrebbe originato quello che sarà chiamato big bang e del quale, il sacerdote belga può essere riconosciuto come il padre. Einstein, che apprezza i lavori di Lemaitre, non concorda con l’idea di «atomo primitivo» in quanto affezionato ad un universo eterno e statico, vi vede l’idea di una creazione. Lemaitre è anche un uomo di fede convinto che scienza e fede siano distinte ma non separate, infatti era solito dire: «Ero interessato alla verità dal punto di vista della Salvezza così come alla verità dal punto di vista della certezza scientifica. V’erano due strade per giungere alla verità. Decisi di percorrerle entrambe». Speriamo che i matematici riuniti a Vienna restituiscano al sacerdote belga quello che merita per le sue scoperte.

da lanuovabq