«Ormai anche i bambini sono esposti alla pornografia fin dagli 8 anni e la pornografia è la causa di un divorzio su 4. Il problema è che molti adulti sono inconsapevoli del disastro che la pornografia sta provocando. Negli Stati Uniti c’è più consapevolezza, alcuni Stati ormai la considerano una crisi di salute pubblica». A delineare questo quadro drammatico è padre Sean Kilcawley, americano, uno dei massimi esperti mondiali dei problemi causati dalla pornografia.
– IL LIBRO DELLA BUSSOLA: UNA CALAMITA’ IGNORATA

«Ormai anche i bambini sono esposti alla pornografia fin dagli 8 anni e la pornografia è la causa di un divorzio su 4. Il problema è che molti adulti sono inconsapevoli del disastro che la pornografia sta provocando. Negli Stati Uniti c’è più consapevolezza, alcuni Stati ormai la considerano una crisi di salute pubblica». A delineare questo quadro drammatico è padre Sean Kilcawley, americano, uno dei massimi esperti mondiali dei problemi causati dalla pornografia. Abbiamo incontrato padre Kilcawley durante un suo tour italiano per una serie di incontri rivolti a formatori (insegnanti, psicologi, educatori, catechisti) e un seminario di formazione per sacerdoti. Era già stato in Italia nel 2017 per l’associazione PuridiCuore, con cui aveva girato molte città italiane tenendo le conferenze su “Pornografia, inquinamento umano”. Padre Sean, ordinato sacerdote nel 2005, formatosi all’Istituto Giovanni Paolo II, è un oratore riconosciuto negli USA sulla Teologia del corpo, l’amore umano e la dipendenza dalla pornografia. È stato consulente per la conferenza dei vescovi USA per il documento “Crea in me un cuore puro – una risposta pastorale all’uso della pornografia” (clicca qui per la traduzione in italiano).

Padre Sean, in Italia si parla poco di pornografia, i libri sull’argomento si contano sulle dita delle mani. La pornografia è considerata da noi un passatempo innocuo. Come è la situazione negli Stati Uniti?
Negli Stati Uniti c’è una maggiore consapevolezza rispetto all’Europa sul fatto che la pornografia sia un problema. Un crescente movimento riconosce la pornografia come crisi di salute pubblica. Varie organizzazioni, sia religiose sia laiche, lavorano per proteggere i giovani dai danni della pornografia e per emanare leggi per proteggere i bambini e le vittime della sessualizzazione nella società. Certo, ci sono ancora membri della società che credono che la pornografia sia un passatempo legittimo e un’attività che non genera vittime, ma il crescente dibattito all’interno del nostro Paese mi fa sperare che coloro che vogliono essere liberi dall’uso della pornografia dispongano delle risorse per ottenere quella libertà.

Anche negli Stati Uniti i genitori di adolescenti non si rendono conto del problema? In Italia spesso la loro risposta davanti all’allarme pornografia è: ma chi da giovane non ha guardato qualche cassetta o rivista porno?
Molte persone in questa discussione fanno riferimento alla loro propria esperienza di esposizione alla pornografia. Quando ero giovane, sono stato esposto a riviste e in un paio di occasioni a video. Tuttavia, quello che affrontiamo oggi è davvero una novità. I giovani oggi hanno accesso alla pornografia più violenta, più esplicita e più facilmente disponibile di quanto sia mai avvenuto prima nella storia. Se è vero che la pornografia è sempre esistita, non è mai stata accessibile su un dispositivo tascabile. Non è mai successo che i genitori che vogliono crescere i loro figli nei valori cristiani scoprano anche che quei loro bambini guardano pornografia nelle loro stanza.

Quali sono i dati più significativi che emergono dalle ricerche che lei ha letto?
Come sacerdote a cui è stato affidato il ministero con le famiglie, le statistiche più significative sono che i bambini sono esposti alla pornografia tra gli 8 e gli 11 anni e che la pornografia o altre forme di interazione sessuale virtuale sono la causa di un divorzio su quattro.

Cosa stanno facendo i politici in America per combattere la pornografia? Gli Stati Uniti sono il maggiore produttore e consumatore di pornografia.
Diversi stati hanno dichiarato la pornografia una crisi della salute pubblica, creando così la base per azioni nel campo educativo e per azioni legali per proteggere i bambini dalla pornografia. È sempre stato illegale vendere materiale pornografico a minori di 18 anni. Tuttavia, con l’avvento di Internet, i minori di 18 anni sono ora in grado di accedere a materiale pornografico su smartphone, tablet e computer. Il mondo digitale non accetta le stesse regole del mondo fisico. Uno degli Stati americani ha approvato una legge secondo cui i fornitori di servizi internet devono fornire, al cliente che le richiede, soluzioni per filtrare la rete. La mia speranza è che arriverà un momento in cui Internet sia filtrato all’origine e i clienti che vogliano accedere a contenuti pornografici debbano farne richiesta esplicita.

Papa Francesco ha più volte parlato di pornografia. I pastori della Chiesa negli Stati Uniti capiscono il problema e sono in grado di indicare i percorsi di recupero?
Nel novembre 2015, la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti ha approvato la dichiarazione, “Crea in me un Cuore Puro” in cui i vescovi spiegano i danni causati dalla pornografia, fornisce indicazioni e incoraggia la Chiesa americana a risolvere questo problema. Diverse diocesi negli Stati Uniti hanno iniziato a parlare di pornografia organizzando un fine settimana di sensibilizzazione in cui viene letta una lettera del Vescovo durante la messa domenicale e vengono messe a disposizione dei fedeli risorse adatte. Sono sempre più disponibili opportunità di formazione per sacerdoti che vogliano conoscere i percorsi di recupero e guarigione dalla dipendenza dalla pornografia.

Abbiamo seguito il programma del suo ultimo tour in Italia. Ha dato spazio per ben tre giorni alla formazione di sacerdoti. Dal piccolo campione che ha avuto modo di osservare ci sono differenze con i sacerdoti americani?
Incontrando i preti a Milano, la cosa più sorprendente è che la loro esperienza è molto simile a quella dei sacerdoti americani. I commenti più comuni sono che la formazione del seminario non li ha preparati a sufficienza per lavorare con i fedeli che lottano contro la pornografia o altri comportamenti sessuali compulsivi. Molti preti si sentono soli e non sostenuti e hanno difficoltà a formare la comunità che li sostenga nei momenti difficili. Infine, c’è stata una comune gratitudine per l’opportunità di avere avuto tempo per considerare questo problema pastorale e come possa essere affrontato facendo proprio un programma di evangelizzazione, catechesi e accompagnamento pastorale. Sebbene la nostra esperienza culturale sia diversa, le cose in comune superano di gran lunga le differenze.

Come i sacerdoti possono aiutare le persone affette da pornodipendenza?
Indico ai miei fratelli nel sacerdozio tre punti:
1. Educate voi stessi. Tutti quelli che vivono il celibato sono chiamati ad essere “esperti in amore”. Studiando il problema della dipendenza sessuale e del recupero, i sacerdoti diventano più consapevoli di ciò che significa essere uomini di comunione e amore.
2. Formate alleanze. La dipendenza dalla pornografia è un problema fisico, psicologico, spirituale e sociale. Il recupero spesso comprende una solida direzione spirituale, una cura psicologica e un gruppo di sostegno in cui si arriva a conoscere il significato più profondo dell’amicizia. I preti sono spesso i primi che ricevono le persone sofferenti e devono sapere dove indirizzarle, quali risorse adeguate indicare loro per trovare aiuto e guarigione.
3. Non abbiate paura! Siamo chiamati a proclamare il Vangelo “al momento opportuno e a quello non opportuno”. Soprattutto nell’attuale clima della Chiesa, dove si pone sempre più attenzione ai peccati di sacerdoti e vescovi, dobbiamo continuare a proclamare la verità su Gesù Cristo che è venuto a chiamare i peccatori alla conversione. Nel nostro tempo i peccati più comuni sono di natura sessuale e dobbiamo essere audaci nel proclamare la speranza e la guarigione in un mondo che è caduto nell’oscurità.

Sappiamo che indica come uno dei tre pilastri per il recupero dalla pornodipendenza, insieme alla crescita spirituale e alla terapia psicologica, i gruppi di auto aiuto, in particolare quelli che applicano il programma dei Dodici passi degli Alcolisti Anonimi. C’è chi vede questo come un metodo troppo americano. Cosa ne pensa? E quale aiuto possono dare nel recupero che non si trova altrove?
I Dodici Passi sono un metodo di conversione. Ciò che troviamo lì, lo troviamo anche nei Vangeli. Sono una via di conversione per tutti, forse sono considerati troppo americani perché sono molto pragmatici: in genere i dipendenti hanno bisogno di strumenti pragmatici. Ecco di cosa si tratta:
1. Ammettere che siamo impotenti di fronte al peccato e che le nostre vite sono incontrollabili non è altro che ammettere “io non posso fare nulla senza Cristo e posso fare tutto con lui”.
2. Credere che Gesù possa liberarci dalla schiavitù del peccato è una convinzione fondamentale del cristianesimo.
3. Affidare le nostre vite a Gesù non è altro che l’atto di fede.
4. Fare un inventario morale profondo, ammettere i nostri difetti di carattere è un esame di coscienza.
5. Ammettere tutto ciò a noi stessi, a Dio e almeno un’altra persona è una confessione generale.
6. Prepariamo i nostri cuori a permettere a Dio di rimuovere i nostri difetti significa che siamo aperti alla santificazione e alla conversione.
7. Chiediamo a Dio di rimuovere questi difetti: è una preghiera di supplica. Quindi siamo pronti per iniziare a riparare e sanare le nostre relazioni con gli altri.
8. Prepariamo una lista di tutte quelle persone a cui abbiamo fatto del male e siamo disposti a fare ammenda.
9. Quindi facciamo ammenda a loro. Questo è semplicemente seguire il consiglio di Gesù che dice “se presenti la tua offerta all’altare e ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, …  va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono”.
10. Continuiamo a fare un inventario personale e, se in torto, lo ammettiamo subito. Questo si trova anche nell’esame di coscienza quotidiano – “examen” ignaziano.
11. Cerchiamo di migliorare il nostro contatto cosciente con Dio: questa è la vita di preghiera.
12. Cerchiamo di portare questo messaggio agli altri: diventiamo evangelizzatori.
I Dodici Passi sono semplicemente un percorso di accompagnamento e conversione. Per come la vedo io, i Dodici Passi non sono troppo americani, sono troppo cattolici.

La NBQ ha pubblicato il nuovo libro “Pornografia, calamità ignorata: capire, affrontare, risolvere il problema”, nella collana “Sapere per capire”. Il libro è curato da Elisabetta Broli e raccoglie i contributi di Piergiorgio Casaccia, sessuologo, Francesco Cutino e Stefano Parenti, psicologi e psicoterapeuti, Luca Marelli, presidente dell’associazione PURIdiCUORE e Tebaldo Vinciguerra, esperto di ambiente ed ecologia. Il libro è diviso in due parti: nella prima analizza il problema pornografia e le conseguenze a cui va incontro chi ne fa uso – fino alla dipendenza; la seconda delinea percorsi di recupero e accenna alla bellezza di una vita affettiva e sessuale vissuta come dono. Il libro è un contributo di PURIdiCUORE, associazione nata nel 2017 e dedicata alle sfide poste dalla pornografia.

da lanuovabq.it