Domani 1.600 fedeli si ritroveranno a Roma al primo Capitolo generale del «Monastero wi-fi». Il copyright del titolo è di Costanza Miriano, che con un gruppo di tenacissime amiche ha organizzato l’evento per «aiutarci a non mollare la presa, cercare Dio, abbracciarci e poi tornare alla nostra vita quotidiana», contando sui pilastri della vita di fede: catechesi, Messa, adorazione eucaristica, Rosario.

«Le chiese sono sempre più vuote» è un concetto che si sente ripetere spesso, declinato in forme diverse. In effetti non servono particolari ricerche sociologiche per rendersi conto dell’età media dei fedeli sempre più alta, del calo delle vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa che non si arresta, del fatto che i ragazzi più di prima abbandonano il campo immediatamente dopo la Cresima (a poco servono stratagemmi pastorali come posticipare il Sacramento di un anno o più nella speranza di guadagnare qualche presenza all’oratorio) e anche i “movimenti” sembrano vivere una fase di stanca.

In questo panorama doloroso e desolante non può che essere guardato con stupore  e meraviglia il popolo che si sta muovendo da tutta Italia per partecipare domani a Roma al primo Capitolo generale del “Monastero wi-fi”. Il copyright del titolo dell’evento è della padrona di casa della giornata, la giornalista e scrittrice Costanza Miriano, che nel suo penultimo libro, Si salvi chi vuole (Sonzogno), tratteggia la figura di un laico che vive nel mondo senza voler essere del mondo, che preso tra famiglia, lavoro, amici, progetti vari, ha fisso nel cuore il desiderio di raggiungere Dio. Quaerere Deum.

Un monaco in borghese, metropolitano, multitasking ma unitario, che attraverso la rete – e in questo il blog di Costanza Miriano è stato punto d’incontro fondamentale e fecondo –  vive in una sorta di monastero virtuale, pregando e cercando il Signore insieme ad altri monaci 2.0 dell’anno Domini 2019. L’obiettivo della giornata, spiega la stessa Costanza Miriano nel suo blog, «è quello di far incontrare tanti cercatori di Dio, ognuno proveniente dal suo cammino. Non vuole fondare niente, già c’è tutto nella fedeltà alla Chiesa e al Papa, non vuole inventare niente. Desideriamo solo incoraggiarci e aiutarci a non mollare la presa, cercare Dio, abbracciarci e poi tornare alla nostra vita quotidiana, e alla nostra appartenenza ecclesiale, con una carica di roba buona, una scorta da farci bastare per un po’».

La “scorta”, “la roba buona”, insomma il menù della giornata, è senz’altro l’altra notizia. Perché se in tante diocesi e parrocchie, interrogandosi su come attirare i giovani, come coinvolgere le famiglie, quali strumenti pastorali mettere in atto per tamponare l’emorragia di forze, ci si ingegna alla ricerca di iniziative originali, che strizzano l’occhio al mondo, ecco, il programma del primo Capitolo del Monastero wi-fi – realizzato grazie a un gruppo di tenacissime amiche della Miriano stessa, desiderose di restituire quanto ricevuto attraverso i suoi libri – riporta ai pilastri della nostra vita di fede, alle cose più semplici, alle pratiche che hanno nutrito generazioni di santi: catechesi, Messa, adorazione eucaristica, Rosario. Niente effetti speciali – musica, spettacoli, testimonial – solo i grandi classici di sempre. Canto alla Comunione “Chi ci separerà”, canto finale “Come Maria”: insomma, più classico di così si muore. Eppure in queste ore ben 1.600 fedeli si stanno organizzando per andare a Roma.

L’appuntamento è alle 9 alla Basilica di San Giovanni in Laterano. Dopo l’accoglienza uomini e donne si divideranno per la catechesi. I primi saranno con padre Maurizio Botta, oratoriano, le seconde con suor Fulvia Sieni, agostiniana. Alle 11.30 la Messa celebrata da don Fabio Rosini, direttore del Servizio per le vocazioni del vicariato di Roma e poi il pranzo, al sacco, con possibilità per chi vuole di recitare il Rosario. Dopo di che sarà la volta della catechesi di padre Emidio Alessandrini, dei frati minori, che molti conoscono perché presente nelle pagine di Costanza Miriano, di cui è direttore spirituale, fin dal suo primo successo letterario, Sposati e sii sottomessa. Poi sarà la volta del saluto – breve –  della padrona di casa, prima dell’adorazione eucaristica guidata da don Pierangelo Pedretti, all’economato del vicariato sempre di Roma.

In tanti si ritroveranno nella basilica più importante della capitale senza l’input di alcuna associazione, senza la spinta di alcuna autorità, a costo di qualche sacrificio, mossi dalla sete di Cristo e dal desiderio di condividerla con altri “monaci”. Verrebbe da chiedersi perché queste cose non le trovano nella propria parrocchia, nella propria realtà ecclesiale, nei sacerdoti che incontrano e frequentano, ma per oggi facciamo come san Paolo, tratteniamo e ci soffermiamo sul buono. E su quanto sia grande questo buono portato avanti dai piccoli che camminano contro corrente. Il Signore non farà mancare di far piovere grazie abbondanti, perché “dove due o tre sono riuniti nel Mio nome, io sarò con loro”.

da lanuovabq