La nuova serie Sky Il Miracolo firmata dal celebrato scrittore Ammaniti che si ispira a suoi ricordi personali sulla Madonna di Civitavecchia. Trovò le porte chiuse e si convinse che si trattò di sangue di pollo. Un falso, il suo. Peccato che questo suo desiderio così autentico, si sia declinato a partire da un presupposto errato che ha fatto perdere ad Ammaniti l’occasione di confrontarsi con un mistero da lui preconfezionato. Invece a Civitavecchia…

Niccolò Ammaniti, celebrato premio Strega nel 2007, considerato talento purissimo del panorama letterario nostrano esordisce alla regia con uno sceneggiato Tv – Il Miracolo – che ruota intorno alla vicenda di una statuetta di plastica della Madonna che piange otto/nove litri di sangue all’ora. L’ispirazione gli è venuta dalla vicenda della Madonnina di Civitavecchia, che l’Autore, tuttavia, ripaga ricoprendola di ridicolo. Dialogando coi giornalisti del Corriere e di Repubblica, infatti, Ammaniti ha rivelato di essersi recato in passato a Civitavecchia con sua nonna, ma di aver trovato chiusa la parrocchia della Madonnina, dal momento che quella storia era un «falso» condito, «chissà, con sangue di pollo». Dichiarandosi prontamente ateo, il celebrato scrittore intende specificare a contrappunto di non aver fatto un film sulla religione – tant’è che la Chiesa è rappresentata unicamente da un sacerdote in crisi di fede che si consola col gioco e andando a puttane –, ma di aver voluto analizzare le reazioni, in primo luogo su di sé, pur per il tramite dei personaggi, rispetto all’irruzione del mistero nei fatti della vita già di per sé pieni di complicanze spesso indecifrabili…

Peccato che questo suo desiderio così autentico, si sia declinato a partire da un presupposto errato che ha fatto perdere ad Ammaniti l’occasione di confrontarsi non con un mistero da lui preconfezionato – questo sì, pertanto, irrimediabilmente falso – ma con il Mistero che è tale perché, più ci si addentra, mostra uno spartito imprevedibile, perché non scritto da mano d’uomo. Il mistero è un prodotto commerciale, confezionato per il consumo; il Mistero, invece, quando si manifesta, è strumento di salvezza. Se quel giorno, a Civitavecchia con la nonna, Niccolò Ammaniti avesse trovato le porte della chiesa aperte, le cose per lui sarebbero potute andare diversamente… Sono sicuro che non sarebbe rimasto alla superficie dei fatti, ma avrebbe dovuto andare a fondo perché dalla verità di quei fatti dipende anche la verità di ciascuno. Questo perlomeno è stata la mia esperienza…

La prima cosa che mi colpì pellegrino a Civitavecchia fu trovare la parrocchia di sant’Agostino in Pantano aperta di sera. Mi colpì perché la chiesetta si trova sulla litoranea, nella periferia della città, isolata nelle ultime propaggini della Maremma. Nella luce delle candele, intravedevo i volti e le gambe piegate in preghiera dei fedeli che avevano deciso di passare quella sera in modo diverso, lieti di godere di una compagnia speciale. Al centro dell’Altare rifulgeva l’Ostensorio e feci esperienza della Presenza di Dio nell’Eucaristia che è veramente misteriosa, perché non la cogli con i sensi, eppure senti e assapori vivificante nel profondo dell’animo.

Nella teca accanto all’altare, minuta stava la statua della Madonnina che aveva pianto sangue, anni prima, dal 2 febbraio 1995, Festa della Candelora, al giorno 6, quando pianse ripetute volte, significativamente, nella data che celebrava la Giornata della Vita.

Seppi in seguito che la Madonna stessa, nei suoi messaggi dati in apparizione alla piccola Jessica Gregori, di sei anni, e a suo papà Fabio, aveva chiesto che le chiese potessero rimanere aperte il più possibile, affinché Gesù Eucaristico, il Cuore vivo degli altari, venisse adorato. Detto altrimenti, citando san Pio X, perché il Signore, nella contemplazione, venisse meglio conosciuto, amato e servito. Perché da Lui, adesso come sempre, passa la salvezza di ogni uomo e dell’intera umanità.

Nella pace di quel luogo maturai il desiderio di approfondire i fatti di Civitavecchiadi questa grande mariofania, che ha coinvolto la famiglia Gregori – padre, madre e tre figli, proprietari della statua –, il vescovo della città, mons. Girolamo Grillo, nella cui mani la Madonna pianse il 15 marzo di quello stesso anno, scelti come strumenti per annunciare alla Chiesa e al mondo che il Cielo intero, da cui proveniamo, si rattrista fino alle lacrime di sangue con il vedere un’umanità sempre più dispersa, sempre più disperata nel volgere le spalle al suo Creatore.

Venni a conoscenza così che la Madonna delle Rose, Madre della Chiesa e Regina delle Famiglie era apparsa presso i Gregori molte volte, implorando l’unità della Chiesa e l’unità delle famiglie intorno a Cristo e ai Sacramenti, perché sarebbero venuti tempi – e sono questi – in cui la Chiesa e le famiglie sarebbero state sotto attacco. «Se questi taceranno, grideranno le pietre!», si legge nel Vangelo con riferimento ai discepoli di Gesù imbrigliati e imbavagliati dallo spirito del mondo. A Civitavecchia «grida» sangue una statua della Madonna, realizzata in gesso pieno al suo interno, laddove le parole non servono più a sciogliere i cuori induriti.

In quei giorni vidi anche con i miei occhi, e con me tutti i miei famigliari, essudare un olio profumato, una seconda statua della Vergine, identica alla prima, che Giovanni Paolo II aveva fatto pervenire in dono ai Gregori per mano del suo carissimo amico, il cardinale Andrzej Maria Deskur. A Civitavecchia «grida» benedizione una statua di gesso pieno della Madonna, confermando nell’olio crismale l’amore e la pace che Dio è sempre pronto a offrire a chi in Lui confida.

Mi documentai. E scoprii che a seguito delle lacrimazioni di sangue la famiglia di Civitavecchia aveva dovuto molto soffrire sia da parte della Chiesa, perché il Vescovo inizialmente non aveva creduto a quanto era accaduto presso di loro, sia da parte dello Stato, perché la Magistratura imbastì e tenne viva per 5 anni un’inchiesta su un’ipotesi di reato di truffa, di associazione a delinquere a fini di lucro e di plagio della pubblica opinione. Poi, però, mons. Grillo ebbe prova di tutto, anche delle apparizioni, e si prodigò fino alla fine della sua vita terrena (22 agosto 2016) per promuovere la verità della venuta della Madonna a Civitavecchia, trovando una sponda autorevolissima in san Giovanni Paolo II, il quale, a seguito di questi fatti, fece l’Atto solenne di Affidamento e Consacrazione del Mondo alla Madonna l’8 ottobre 2000, durante il Giubileo. Eppoi anche lo Stato, in quello stesso mese, pochi giorni dopo, rese pubblica la sentenza di assoluzione piena a carico della famiglia Gregori, dando prova certa che le lacrime della Madonnina erano di sangue umano e che la loro origine era del tutto inspiegabile, dal momento che la statua non era stata manomessa dall’esterno né contraffatta al suo interno.

Dalla conoscenza di questi fatti ho avuto conferma che, nei tempi bui della storia, Maria è la Stella che brilla nel Cielo, voluta da Dio per illuminare la via perduta che ci riporta a Lui. Ho avuto la fortuna di trovare la chiesa di sant’Agostino aperta e non mi sento più solo nel mio cammino.

da lanuovabq