Nei giorni scorsi il Corriere della Sera ha riportato la notizia dell’ingresso di un esorcista in una scuola di Reggio Calabria. Era stato chiamato dalla preside allarmata per le attività “spiritiste” di una scolaresca, affascinata da un gioco, chiamato Charlie Challenge che si sta diffondendo tra i pre adolescenti. Si tratta di una una seduta spiritica nel corso della quale si evocano degli spiriti e si attende che si muovano delle matite poste a croce all’interno di un quadrante. Una ragazzata? No. Come spiega alla Nuova BQ Elena Melis del Gris, il Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa che sta svolgendo una capillare operazione di informazione presso i giovani proprio sui rischi connessi dall’avvicinarsi a queste pratiche tra l’esoterico e il satanico.

Dottoressa, che cosa sa il Gris della diffusione di questo gioco chiamato Charlie Challenge?
Charlie Challenge è arrivato in Italia da un paio di anni e si è rapidamente diffuso tra i ragazzi ed anche tra i bambini. Sono stati infatti riferiti casi  di bambini delle scuole elementari che praticavano questo cosiddetto “gioco”. La diffusione è stata tanto vasta da far parlare di fenomeno “virale”.

Qual è la potenziale pericolosità di questo gioco? L’esorcista intervistato dal Corriere fa notare che il diavolo quando lo si invoca arriva.
Esistono diversi tipi di rischi: da un punto di vista psicologico possiamo segnalare ad esempio numerosi casi in cui si sono verificate insonnia e  paure intense e durature e, in alcuni casi particolarmente critici, è stato necessario l’intervento degli specialisti della salute mentale. E’ anche possibile che si instauri una sorta di dipendenza psicologica che può portare alla deresponsabilizzazione per cui si aspetta che il “gioco” risponda alle domande e risolva le difficoltà di chi lo pratica. Da un punto di vista spirituale ricordiamo che numerosi esorcisti hanno dichiarato di aver ricevuto richieste di aiuto da parte di persone che avevano praticato lo spiritismo, categoria a cui appartiene la pratica di cui stiamo parlando. Lo spiritismo consiste infatti essenzialmente nell’evocazione di spiriti attraverso varie tecniche, cioè nella pretesa di entrare in contatto con gli spiriti attraverso mezzi tecnici più o meno moderni. Tale pretesa di  piegare al proprio volere il trascendente è di per sé logicamente assurda, ma espone la persona al rischio di subire influenze spirituali negative. Tale rischio è ammesso dagli stessi spiritisti e maghi ed è da sempre riconosciuto nell’insegnamento della Chiesa.

Si dice che deriva dal Messico. Perchè? Ci sono ragioni particolari?
Alcuni affermano che derivi da antiche pratiche messicane, ma esistono diverse spiegazioni dei suoi esordi e della sua diffusione. Ciò che è certo è che non sembra in alcun modo una pratica utile o educativa, anzi.

L’esorcista riferisce che la scuola di Reggio Calabria non è la sola dove si sono infiltrate queste pratiche sataniche sotto forma di giochi. Risulta anche a voi?
Esistono numerosissime segnalazioni di casi da tutta Italia e sono tantissimi i ragazzi che lo hanno praticato o che hanno assistito alla sua pratica o che almeno hanno letto o visto qualcosa a riguardo su internet. Purtroppo sembrano molti di più gli adulti, educatori e genitori, che non lo conoscono o che non ne conoscono i rischi. Tale mancanza di informazione o di consapevolezza fa sì che i ragazzi siano lasciati soli e indifesi contro questi ed altri contenuti pericolosi a cui sono quotidianamente esposti. Per questo motivo ritengo fondamentale promuovere iniziative che informino prima di tutto gli adulti dei rischi a cui sono esposti i ragazzi in modo che possano vigilare ed intervenire qualora ce ne sia bisogno. E’ anche importante affrontare questi argomenti con i ragazzi, ovviamente adattando i contenuti e i modi all’età degli stessi, in modo da suscitare in loro uno spirito critico rispetto a certe mode e in modo da offrire loro la possibilità  di dialogare su questi temi con adulti preparati.

Quali sono i canali di maggior diffusione di queste pratica? (social, passaparola, chat, etc…)
Il passaparola è da sempre stato un canale di diffusione delle mode ma ora il passaparola avviene anche grazie ad internet (soprattutto chat e social) ed è quindi enormemente amplificato. Già dalle scuole elementari la maggior parte dei bambini ha un proprio cellulare dotato di connessione internet e attraverso esso può entrare in contatto continuativamente con realtà di questo tipo. Chi vigila? In quanti prendono una posizione di fronte alla moda per cui  ogni ragazzino e persino bambino non può non avere il suo cellulare e farne l’uso e l’abuso che vuole? Quanti genitori dicono no?

Che cosa sappiamo del satanismo presso i giovani? Abbiamo la possibilità di osservare una tendenza in aumento?
Esistono gruppi più o meno numerosi di satanisti o aspiranti tali ma esistono anche tanti satanisti solitari, magari in contatto attraverso internet con altri solitari o con gruppi più o meno strutturati. Più numeroso sembra il numero dei simpatizzanti e di coloro che condividono idee e stili di vita provenienti dal mondo satanista. Il mondo del satanismo è estremamente contraddittorio per cui anche al suo interno non c’è una definizione univoca di cosa sia il satanismo  e in cosa creda il satanista. Per cui ci sono satanisti che credono nell’esistenza del Satana biblico, altri ancora che lo immaginano come un dio buono, altri che si definiscono atei ma che sposano gli ideali e lo stile di vita satanico. In definitiva possiamo dire che esistono satanisti credenti e praticanti e satanisti non credenti ma praticanti!

Per quali motivi?
Lo spirito di ribellione e di individualismo sfrenato che anima il satanismo sembra sposarsi perfettamente sia con il tumulto che si agita nella crisi adolescenziale sia con i valori nichilisti ed edonisti che serpeggiano nelle nostre società occidentali. D’altra parte contenuti e modelli di chiara derivazione satanista sono ormai diffusi sempre più ampiamente attraverso tutti i canali di influenza sociale raggiungendo ognuno di noi, che ne siamo consapevoli o meno.

Quali sono i “sintomi”, anche per accendere un campanello d’allarme nei genitori, che un ragazzo si è avvicinato ad un certo tipo di mondo?
Non  esistono ricette semplici che permettano di capire cosa sta succedendo nella vita di un ragazzo, soprattutto se questo non vuole farlo sapere. Ma ciò non vuol dire che non si possano osservare alcuni comportamenti e segni sia aspecifici che specifici. Tra gli indicatori aspecifici, comuni cioè ad altre forme di situazioni problematiche, possiamo ricordare l’umore depresso o irritabile, l’insonnia, l’isolamento, lo scarso rendimento scolastico, la mancanza di dialogo ecc. Segni più specifici dell’avvicinamento al mondo del satanismo possono essere trovati osservando quali libri legga, in quali siti e chat navighi, quale musica ascolti, quali persone frequenti, così come l’avversione a tutto quanto rappresenti la fede cattolica ecc. Risulta evidente che questi segni possono essere riconosciuti solo all’interno di una relazione in cui il genitore sia presente e si assuma il compito di vigilare sulla crescita del figlio sapendo calibrare, a seconda delle circostanze,  la dimensione dell’autonomia con quella della cura.

Quali sono le ricadute concrete nella vita relazionale, scolastica, sociale e famigliare di una frequentazione di pratiche o ambienti satanici di quel tipo?
Una filosofia o spiritualità centrata sull’individualismo e sull’inversione dei valori che sono alla base del bene comune non può che portare all’isolamento e alla distruzione delle relazioni ed anche di se stessi perché l’uomo è fatto per vivere in relazione ed è fatto di relazioni dal primo momento della sua vita fino all’ultimo.

Il docente intervistato asserisce di non credere a questa storia del satanismo, ma in coda dice: mi sa che di questo passo inizio a crederci anche io. Secondo lei che cosa vuol dire?
Non posso sapere cosa volesse dire quel docente ma ciò che so è che molti cosiddetti “atei” o “razionalisti” sono comunque colpiti dal fatto che a volte capita qualcosa che non può essere spiegato con trucchi e inganni o con qualche fenomeno fisico o psicologico. Non sono stati pochi gli scienziati illuministi dall’800 ad oggi che sono stati sedotti dalle pratiche medianiche o spiritiche. Purtroppo molti, immersi nella mentalità consumistica per cui ciò che conta è prendere, si limitano all’osservazione del fenomeno che accade senza indagarne la natura e le cause. Un’ingenuità che a volte costa molto cara!

da lanuovabq.it